Mai dire Córdoba

È di Rosario uno dei club che legano storia e nome alla linea ferroviaria che unisce la loro città alla Docta.

Sulla data di nascita del Club Atlético Central Córdoba esistono dubbi in ragione della mancanza di un documento ufficiale che la attesti, in ogni caso vide la luce fra il 1905 e il 1906 certamente su iniziativa di un gruppo di impiegati del Ferrocarril Córdoba a Rosario che poi diede origine al Ferrocarril Central Córdoba.

Benché oggi militi in quarta divisione e abbia giocato nella massima serie solo nel biennio 1958-59 dopo aver vinto il torneo cadetto 1957, può vantare una storia a modo suo gloriosa.

Fa specie per esempio, innanzitutto, che proprio nelle due campagne di Prima Divisione abbia collezionato un record positivo sia contro Rosario Central che Newell’s che sono i giganti della sua città: due vittorie, un pareggio e una sconfitta coi primi, addirittura due successi e due pari coi secondi.

Tenendo sempre conto delle sue limitate possibilità, gli fa onore anche essere il terzo club con più successi nella Copa Gobernador Luciano Molinas, da principio degli anni Trenta la più importante riservata a quelli di Rosario, dietro solo sempre a Lepra e Canalla.

Soprattutto però è stato il primo campione internazionale dell’Interior vale a dire con sede fuori dalla Provincia di Buenos Aires. Accadde al che conquistò la Copa Adrián Beccar Varela 1934, la seconda e ultima organizzata che a differenza della prima oltre a club protagonisti della prima divisione vide la partecipazione di altri delle leghe rosarina, santafesina e cordobesa più quattro uruguaiani.

A proposito di Uruguay, può trarre in inganno il suo soprannome che è Charrúa esattamente come popolarmente vengono chiamati i cugini dell’altra sponda del Rio de La Plata. In verità non si tratta altro che di un’omonimia in quanto il nomignolo del club viene dallo storpiamento del cognome di un membro della Liga Rosarina, Claro Arturo Charra, entrato in polemica col direttore della rivista satirica La Nota.

Un altro punto d’orgoglio è la militanza nelle sue file di uno dei giocatori più forti del calcio argentino di sempre, Tomás Felipe Carlovich. Fra i più dotati calciatori di tutti i tempi, la sua figura ruota anche attorno a leggenda e aneddoti. Il Trencha, com’è detto, sarebbe l’inventore del doppio tunnel e vero o meno che sia è comunque certo che in occasione di un’amichevole fra una selezione rosarina e l’Argentina, di preparazione ai Mondiali del 1974, letteralmente fece impazzire i nazionali a furia proprio di colpi da maestro. Sempre rifiutate le offerte milionarie che puntualmente gli arrivavano da club maggiori sul modello di quanto avrebbe fatto in Inghilterra Matthew Le Tissier, fra l’altro al pari suo un genio in termini tecnici, ha giocato fino a 54 anni difendendo i colori di squadre umili dopo che l’esperienza in maglia blu si era esaurita a metà anni Ottanta al termine di una quarta tappa che a dispetto della sua formazione nel Rosario Central lo trasformò in un simbolo charrúa.

Proprio il Canalla è considerato un club ‘amico’. Questa relazione risale ai primi del Novecento quando gli animi non erano esasperati e a molti tifosi appunto del Rosario Central a prescindere dal tifo per via degli scarsi mezzi di trasporto risultava più comodo seguire la squadra che giocava nella zona dove vivevano, nel caso specifico quella sud della città. Suo rivale storico è invece l’Argentino de Rosario.

Un’annotazione sempre geografica chiude questa rapida panoramica evidenziando un altro motivo di orgoglio charrúa. Il Central Córdoba è infatti il club di Rosario che da più tempo gioca nello stessa zona. Anzi, non l’ha mai lasciata addirittura dal 1907 quando venne eretto lo stadio che tutt’ora utilizza, posteriormente denominato Gabino Sosa e che oggi ha una capienza di 10.000 spettatori, il che ha finito per consolidare l’identificazione col complicato quartiere Tablada.

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Informazioni su andreaciprandi

Mi chiamo Andrea A. Ciprandi e sono italiano. Nel corso degli anni ho seguito sia il calcio inglese che quello sudamericano, mentre ultimamente mi sto dedicando in particolare a quello argentino promuovendo iniziative divulgative a riguardo. Faccio parte del Departamento de Relaciones Internacionales del Racing Club di Avellaneda. Fra le collaborazioni più recenti, quella con il Club Atlético Boca Juniors e i Revisionistas Históricos del Fútbol Argentino, gruppo di ricercatori che si dedica fra l'altro alla corretta compilazione delle statistiche del calcio locale a partire da quelle dipendenti dall'equiparazione dei titoli del dilettantismo a quelli del professionismo (riconosciuta dall'AFA ma per lungo tempo negata dalla gran parte dei mezzi d'informazione e di conseguenza anche degli appassionati). In passato ho ideato, inaugurato e curato per alcuni anni il blog italiano di Riverplate.com, sito argentino fra i più popolari del Sud America. Sono titolare di RACINGCLUBITALIA.WORDPRESS.COM e CARBOLSO.WORDPRESS.COM, i primi siti interamente in italiano dedicati rispettivamente al Racing Club di Avellaneda e alla storia di Nacional e Peñarol, di PILLOLEARGENTINE.WORDPRESS.COM che invece fra il 2013 e il 2017 ha offerto notizie in breve e approfondimenti storici sul calcio argentino, e di ANDREACIPRANDI.WORDPRESS.COM in cui invece fino al 2016 ho raccolto tutti i miei articoli con la sola eccezione di quelli di Pillole Argentine, Racing Italia e Carbolso per cui prevedevo una semplice selezione. Calciostruzzo e Calciotradotto (da cui Calciomercato.com ha attinto alcuni articoli) sono stati invece i miei primi spazi personali online. Ho scritto inoltre su Gianlucarossi.it occupandomi prevalentemente di calcio internazionale e FC Inter News per le notizie dall'Argentina. Sempre in passato ho scritto anche per Toro News, Vavel.com di Madrid, Canal Fluminense e Comunità Italiana di Rio de Janeiro, World Striker di New York, la free-press San Siro Calcio, Sportmain.it, Magic Football, Calcioargentino.com e Giornalismo2012. Infine ho commentato il calcio estero per Radio Sportiva e saltuariamente intervengo su Telelombardia/Antenna3 per parlare di quello argentino. Se desiderate contattarmi, fatelo scrivendomi ad andrea.ciprandi@gmail.com o su Twitter @andreaciprandi. Vi risponderò con piacere.
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