Che quarantotto!

Lo sciopero dei giocatori argentini del 1948 provocò un vero terremoto.

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Sul finire della stagione i calciatori decisero di fermarsi lamentandosi del fatto che gli stipendi non erano aggiornati secondo gli incassi che i club stavano realizzando e che l’AFA non voleva riconoscere il loro sindacato.

Il campionato era già sui generis per l’affidamento degli arbitraggi a giacchette nere britanniche dopo che quelle argentine erano state vittime di aggressioni. Passato il 31 ottobre quando era andata in scena la 25esima giornata, quindi, risultò autenticamente falsato.

Tutti i club da quel momento in poi schierarono formazioni costituite da ragazzi. Inoltre il Racing che a cinque turni dal termine era primo direttamente non si presentò a disputare gli ultimi due incontri e sommando questo a una penalizzazione in classifica di 4 punti finì quarto cedendo il titolo fin lì accarezzato ai cugini dell’Independiente. Contemporaneamente, sospendendosi le retrocessioni, mantenne la categoria il Gimnasia y Esgrima La Plata.

Mentre l’Academia si prese un’immediata succosa rivincita vincendo i successivi tre campionati, secondo miglior record argentino in quanto a titoli ottenuti di fila dopo quello che ugualmente le apparteneva di 7 fra il 1913 e il ’19, nel 1949 quindi si produsse un autentico esodo di giocatori verso la Colombia ove di fatto iniziò l’epoca ricordata come El Dorado.

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Furono 57 i ribelli che lasciarono campionato e Argentina, non accettando il successivo fissaggio di un tetto massimo per gli stipendi, per andare a dar lustro al ricco calcio cafetero assieme ad altri per lo più peruviani. Fra essi Alfredo Di Stefano, uno dei promotori dello sciopero, che proveniente dal River Plate andò ai Millonarios di Bogotá prima si passare al Real Madrid.

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Informazioni su andreaciprandi

Mi chiamo Andrea A. Ciprandi e sono italiano. Nel corso degli anni ho seguito sia il calcio inglese che quello sudamericano, mentre ultimamente mi sto dedicando in particolare a quello argentino promuovendo iniziative divulgative a riguardo. Faccio parte del Departamento de Relaciones Internacionales del Racing Club di Avellaneda. Fra le collaborazioni più recenti, quella con il Club Atlético Boca Juniors e i Revisionistas Históricos del Fútbol Argentino, gruppo di ricercatori che si dedica fra l'altro alla corretta compilazione delle statistiche del calcio locale a partire da quelle dipendenti dall'equiparazione dei titoli del dilettantismo a quelli del professionismo (riconosciuta dall'AFA ma per lungo tempo negata dalla gran parte dei mezzi d'informazione e di conseguenza anche degli appassionati). In passato ho ideato, inaugurato e curato per alcuni anni il blog italiano di Riverplate.com, sito argentino fra i più popolari del Sud America. Sono titolare di RACINGCLUBITALIA.WORDPRESS.COM e CARBOLSO.WORDPRESS.COM, i primi siti interamente in italiano dedicati rispettivamente al Racing Club di Avellaneda e alla storia di Nacional e Peñarol, di PILLOLEARGENTINE.WORDPRESS.COM che invece fra il 2013 e il 2017 ha offerto notizie in breve e approfondimenti storici sul calcio argentino, e di ANDREACIPRANDI.WORDPRESS.COM in cui invece fino al 2016 ho raccolto tutti i miei articoli con la sola eccezione di quelli di Pillole Argentine, Racing Italia e Carbolso per cui prevedevo una semplice selezione. Calciostruzzo e Calciotradotto (da cui Calciomercato.com ha attinto alcuni articoli) sono stati invece i miei primi spazi personali online. Ho scritto inoltre su Gianlucarossi.it occupandomi prevalentemente di calcio internazionale e FC Inter News per le notizie dall'Argentina. Sempre in passato ho scritto anche per Toro News, Vavel.com di Madrid, Canal Fluminense e Comunità Italiana di Rio de Janeiro, World Striker di New York, la free-press San Siro Calcio, Sportmain.it, Magic Football, Calcioargentino.com e Giornalismo2012. Infine ho commentato il calcio estero per Radio Sportiva e saltuariamente intervengo su Telelombardia/Antenna3 per parlare di quello argentino. Se desiderate contattarmi, fatelo scrivendomi ad andrea.ciprandi@gmail.com o su Twitter @andreaciprandi. Vi risponderò con piacere.
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